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Acquila di FlorestaStoria

Quando e come è nato il piccolo paese di montagna.

 

PIZZO INFERNO
Floresta

Questa è una escursione breve e suggestiva, di notevole interesse naturalistica e paesaggistico.
Il paesaggio mistico della montagna varia con la stagione, costituendo un'attrattiva per gli amanti della pace e dei boschi che per una mezza giornata desiderano dimenticare il frastuono della città.
Si esce per la SS 116 in direzione Randazzo e a 4 km (due chilometri dopo il bivio per Raccuia) si arriva in auto a Portella dello Zoppo; qui sulla destra della statale, all'altezza del Km 16, si abbandonano le auto in uno piazzale e si imbocca la carrareccia che conduce alla Porta dell'Inferno.
Dopo qualche centinaio di metri sulla destra è visibile M.te Porcheria e al di là del Monte abitato di Floresta. La carrareccia si inoltra tra ginestre e faggi fino ad un lungo tratto forestato a pini: siamo a Piano della Serra ad un chilometro dalla partenza. A questo punto fate attenzione ad una biforcazione: se girate a sinistra andrete verso Contrada Cerasa.
Proseguite invece sulla destra inoltrandovi nella pineta, tra felci e profumatissime "Donna Vita"; una recinzione della carrareccia vi indicherà che siete sulla strada giusta. Verso ovest, di tanto in tanto è visibile Pizzo Inferno (il più alto); la vetta che vedete a sinistra è invece M.ta Barbalonga.
A meno di un chilometro attenti ad un'altra biforcazione; proseguite la carrareccia a sinistra e vi troverete nei pressi di un laghetto stagionale di piccole dimensioni a destra della carrareccia, detto Gurna Sicca: Pizzo Infermo è sempre visibile proprio di fronte a Voi Superata una radura di felci e "Donna Vita", prima di rientrare nel folto del bosco fermatevi a godervi il panorama: sulla destra si apre un magnifico scenari: l'abitato di Floresta sembra incastonato tra M.te Baratta, M.te Timpa e le due Rocche del Gatto; in alto oltre Floresta si erge maestoso M.te dell'Orso (1430 m. s.l.m.).
Entrate nel bosco di castagni impiantati a filari con qualche ontano e qualche faggio e proseguite per circa 200 metri. Un piccolo spiazzo a sinistra di fronte ad una macchi di faggi vi indicherà un viottolo a sinistra, prendetelo e attraverso un bosco di castagni, querce, pini e macchie di rosa canina arriverete ad un querceto impiantato di filari; poco più avanti, il viottolo si biforca, prendete a sinistra.
Prima di raggiungere la cima una recinzione delimiterà il territorio di Floresta da quello di Randazzo; seguite la recinzione in ripido pendio scoperto per un centinaio di metri verso un boschetto di cerri, querce e faggi. Sulla cima prima di godervi la colazione nel bosco, godetevi il panorama da questa magnifica terrazza con ampia vista sui Nebrodi su Randazzo e sull'Etna.

Periodo consigliato:
Tutto l'anno, particolarmente da aprile a ottobre.

 

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