LA STORIA

Tra storia, racconti e teorie

UN ANTICO CASALE 

Storia e teorie, sulle origini del Comune più alto della Sicilia: FLORESTA. 

Come ogni paese ha una sua storia, la quale, è stata ricostruita e rivista da ricercatori locali, quali Giuseppe GIUNTA e il prof. Giuseppe DI VITA, all'inizio del nostro secolo.
Il DE VITA in un articolo apparso nel 1902, narra che il sito di Floresta era occupato nell'antichità da una foresta d'alberi d'alto fusto (Floresta=Foresta), dalla quale i Romani si rifornivano di legname per la realizzazione delle loro navi.
Il lavoro di tagliare e trasportare i tronchi era svolto da schiavi e da condannati a lunghe pene detentive, che qui vivevano, con i loro custodi, in un tetro edificio costruito appositamente.
Questo primordiale insediamento sarebbe poi stato abbandonato nei secoli bui del medioevo, per via delle difficoltà di comunicazione ed approvvigionamenti nei periodi invernali, solitamente innevati.
Tuttavia sia il DEVITA che il GIUNTA citano le fonti di informazione che hanno portato a tale storia, che potrebbe essere basata su tradizioni tramandate oralmente, non verificate ed opinabili.
E' sicuro che il luogo era abbastanza noto e frequentato, almeno da pastori, da tempi immemorabili.
Infatti era solito che i mandriani catanesi negli ultimi mesi di primavera lasciassero i magri pascoli del Simeto e si trasferissero con i loro armamenti all'alpeggio, lungo gli antichi tratturi della trasumanza, percorrendo con giorni e giorni di lento e faticoso cammino quelle piste che oggi, trasformate in neri nastri d'asfalto, noi percorriamo in poche ore.
Il sito di Floresta era un piccolo agglomerato di cubburi (dal latino cubitus, giagiglio) e mannare, quando all'inizio del XIV secolo, venne infeudato da Federico D'ARAGONA al nobile Peregrino De Pactis, Maestro Giustiziere e Protonotaro del regno, quale appannaggio per le alte cariche ricoperte.
Per successioni varie e per atti dotali nei secoli successivi, il feudo pervenne al nobile spagnolo Antonio Quintanas Duegna che, con privilegio dato da Federico III di Spagna l'11 gennaio del 1619, fu nominato Marchese "della Foresta di San Giorgio e Grassetta"; passò poi agli Ardoino, ai Moncada d'Alcontres ed infine agli Stagno d'Alcontres, che lo tennero fino all'abolizione dei privilegi feudali, sancita dalla nuova costituzione borbonica nel 1812.
Pochi anni dopo, nel 1820, la piccola comunità veniva eretta in Comune autonomo.
Successivamente a causa delle precarie condizioni di vita del piccolo Comune dei Nebrodi, del pesante isolamento - soprattutto in periodo invernale - e dell'economia asfitica, al limite della sopravvivenza; gli abitanti, fino a d'anni abbastanza recenti sono ricorsi all'emigrazione per cercare in terre lontane migliori condizioni di vita.
Attualmente la diffusione della motorizzazione e la migliore viabilità, la costruzione del Parco dei Nebrodi, e infine la progressiva affermazione di una coscienza ecologica, che spinge sempre più l'individuo alla ricerca di valori genuini e di una vita a contatto con la natura, pongono Floresta al centro di uno sviluppo turistico assai interessante.